Il distretto della conoscenza di Trento, città della formazione e dello sviluppo innovativo 25 Dicembre 2006
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di Clara Campestrini e Guiduccia Romoli – Comune di Trento
Il “distretto della conoscenza di Trento” nasce grazie alla creazione di dinamiche di partnership tra diversi soggetti, mirate a creare un modello di sviluppo ad elevato contenuto di conoscenza, in un contesto territoriale in cui si assiste ad un processo di terziarizzazione dell’economia (terziario avanzato e settore turistico), alla diffusione delle tecnologie dell’informazione, ad una forte apertura ad una prospettiva di internazionalità, alla conferma dell’importanza del settore cooperativistico e delle aziende di piccole e medie dimensioni.
La città di Trento, con una popolazione di circa 110.000 abitanti, riveste un importante ruolo nel sistema economico provinciale; vi si concentrano oltre il 20% delle unità industriali e del terziario privato attivo in provincia. Nel 2005 sono registrate più di 8.000 imprese, di cui circa i 2/3 sono attive nel settore dei servizi. Anche il settore pubblico riveste grande rilevanza, considerata la concentrazione degli uffici pubblici nel capoluogo (i dipendenti pubblici corrispondano a circa il 40% del totale della forza lavoro della città).
Nella fase attuale Trento sta assistendo ad un processo di terziarizzazione dell’economia cittadina, grazie al terziario avanzato, alla diffusione delle tecnologie dell’informazione, ad una forte apertura ad una prospettiva di internazionalità, alla conferma dell’importanza del settore cooperativistico, così come alla caratterizzazione di un’imprenditoria costituita soprattutto da aziende di piccole e medie dimensioni e ad un aumento dell’importanza del settore turistico (culturale per la città e sportivo e di relax per l’area del Monte Bondone).
Il “distretto della conoscenza di Trento” nasce grazie alla creazione di dinamiche di partnership tra diversi soggetti, mirate a creare un modello di sviluppo ad elevato contenuto di conoscenza:
Il Comune di Trento sostiene i programmi di sviluppo della Provincia autonoma e dei grandi centri di ricerca attraverso politiche localizzative mirate (per favorire il completamento di un modello insediativo distribuito delle strutture dedicate alla formazione di eccellenza, alla ricerca e al loro utilizzo per l’accumulazione di valore) e attraverso l’integrazione fra le strutture ed i servizi dell’Università che possono essere utili alla città e le strutture ed i servizi della città di cui la struttura universitaria ha bisogno, offrendosi come luogo di opportunità, occasioni e servizi.
La Provincia autonoma di Trento, quale ente locale territoriale a Statuto speciale, ha dato nuovo impulso alle politiche per l’innovazione, concretizzando l’impegno con diverse e numerose azioni mirate a un maggiore investimento nel settore della ricerca scientifica e al sostegno della realtà universitaria trentina, puntando le linee strategiche del proprio Programma di Sviluppo su conoscenza, competitività, internazionalizzazione, solidarietà e lavoro, identità e territorio.
L’Università degli Studi di Trento, continuando a rafforzare il proprio dialogo con la città, ha scelto nello stesso tempo di darsi una inedita e articolata proiezione internazionale. La ricerca svolta all’interno dei vari dipartimenti ed applicata ai processi aziendali è senza dubbio uno dei momenti più qualificanti per l’Ateneo trentino. Il fatto che vi sia più di un ricercatore per 1.000 abitanti rappresenta un dato di rilievo, un patrimonio disponibile per poter creare sinergie di sviluppo economico. I laboratori di ricerca dell’Università garantiscono un servizio di ottimo livello al tessuto economico locale. Gli studenti iscritti all’Ateneo trentino sono più di 15.000.
L’Istituto Trentino di Cultura si occupa di ricerca sia in campo umanistico, sia in campo scientifico-tecnologico (tramite ITC – irst, l’Istituto di ricerca scientifica e tecnologica). Nel corso degli anni i suoi centri si sono affermati nell’ambito scientifico internazionale, senza perdere di vista il rapporto con il territorio e le sue esigenze.
L’Istituto agrario S. Michele all’Adige effettua e promuove attività di ricerca e sperimentazione scientifica, di istruzione e formazione nonché di servizi alle imprese, finalizzate alla crescita socio-economica e culturale degli addetti all’agricoltura e allo sviluppo del sistema agro-alimentare e forestale, con particolare riferimento alle interconnessioni ambientali e in armonia con la tutela del territorio.
L’Agenzia per lo sviluppo, fondata dalla Provincia autonoma di Trento, sostiene le aziende in fase di crescita o di ristrutturazione e rilancio. Costituisce anche “polo di servizi” per l’accelerazione dello sviluppo industriale, con iniziative concrete in sinergia con gli altri Enti presenti sul territorio.
CEii Trentino è un consorzio tra enti pubblici e privati, la cui missione è valorizzare la piccola imprenditorialità attraverso il sostegno alla nascita di nuove imprese innovative, l’affiancamento nella crescita attraverso l’introduzione di innovazioni, il trasferimento tecnologico, la promozione della collaborazione fra imprese.
L’Opes – Osservatorio permanente per l’economia, il lavoro e la valutazione della domanda sociale in Trentino è un consorzio a cui partecipano Provincia autonoma di Trento, Università e Camera di Commercio ed ha il compito di tenere costantemente monitorato il panorama economico – sociale del Trentino e di elaborare le linee – guida per lo sviluppo territoriale, in modo informato e concertato.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto persegue scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico, operando primariamente nei campi della ricerca scientifica e dell’istruzione; promuove inoltre attività culturali, studi e ricerche volti a favorire lo sviluppo economico, l’innovazione tecnologica nel sistema delle imprese e nella pubblica amministrazione.
L’inclinazione della città, intesa come insieme sinergico di soggetti, verso lo sviluppo innovativo e la formazione si trovava già delineato all’interno del piano strategico “Trento 2001 – 2010”, che esprime la scelta forte di puntare selettivamente e prioritariamente sulla risorsa umana e sulla sua formazione, nella convinzione che la riproduzione e la disseminazione della conoscenza e delle componenti immateriali dello sviluppo siano un investimento ad elevato valore aggiunto, di immediata redditività e, nello stesso tempo, di rilievo strategico nel medio e lungo periodo.
L’intenzione di valorizzare le eccellenze dell’alta formazione e della ricerca, assieme alle potenzialità, solo parzialmente espresse, del sistema formativo, configurano una “comunità educativa” che, in quanto tale, diviene fattore essenziale di sviluppo.
La prospettiva di eccellenza è obiettivo della formazione dell’obbligo, superiore e professionale, come pure della formazione avanzata e della ricerca; prova ne sono le conclusioni a cui è giunta l’OCSE, basandosi sui risultati del PISA (Programme for International Student Assessment): il punteggio relativo ai livelli di apprendimento degli studenti trentini è nettamente superiore alla media italiana e più alto rispetto a Paesi considerati ai vertici mondiali.
In parallelo, si persegue una prospettiva di sistema che promuova ulteriormente relazioni virtuose fra la formazione avanzata, la ricerca e il sistema d’impresa, mettendo in campo nuove iniziative sul fronte della formazione continua.
Il percorso che Trento ed il Trentino hanno scelto di intraprendere si basa sulla convinzione che la presenza di università e centri di ricerca costituiscano non solo un elemento qualificante, ma un tratto specifico ed essenziale di un preciso modello di sviluppo in cui i soggetti che si occupano di ricerca, innovazione e formazione nascono e crescono non solo “nella” città, ma “con” la città, originando plusvalore con la somma di intrecci, di scambi e di interdipendenze, riconducendo questa relazione a tre piani di realtà. Un primo livello riguarda le opzioni localizzative e le scelte insediative e funzionali: si tratta di introdurre nelle scelte allocative un criterio di razionalità che, nel lungo periodo, risponda ad un’esigenza di riqualificazione urbana. Un secondo livello interessa le relazioni formalizzate fra gli attori del sistema: ci si riferisce sia ad una logica di rappresentanza di interessi e di competenze che si incrociano, sia ad un insieme di accordi di natura istituzionale e/o programmatica che si propongono di finalizzare e di regolare forme di reciprocità fra attori del sistema. L’elemento più promettente che si registra in questo momento è forse rappresentato – oltre che dal rilancio del protagonismo pubblico, che ha promosso e sostenuto l’attivazione di relazioni di partenariato con ambienti internazionali della formazione, della ricerca e dell’impresa – dall’emergente intenzionalità espressa dal sistema d’impresa locale. Un terzo livello concerne i temi dell’organizzazione urbana e delle funzioni che si concentrano nelle città, rappresentandone fattori di vantaggio o di svantaggio competitivo. La competitività di Trento nei confronti di un più vasto circuito di attrattività (di studenti, di ricercatori, di docenti, di programmi di ricerca, di imprese, di investimenti) è legata alle “prestazioni” della città, come l’accessibilità e la mobilità, la qualità dell’amministrazione pubblica, un buon livello dei servizi, la capacità di accoglienza, la presenza di stimoli e di opportunità culturali, la qualità ambientale, le infrastrutture per il tempo libero, le opportunità formative e la sicurezza.
I progetti realizzati grazie al contesto favorevole per la localizzazione di attività di ricerca ed agli investimenti indirizzati allo specifico settore: ·
nel 2003 viene aperta la sede di Trento del B.I.C. (Business Innovation Centre), struttura di supporto alle piccole e medie imprese; vi trovano spazio circa 30 aziende e laboratori e, tra questi, il Centro Ricerche Fiat. ·
alla fine del 2003 è stato inaugurato da OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico), in collaborazione con il Governo italiano e la Provincia di Trento, il Centro per lo sviluppo locale LEED-OCSE di Trento. Il Centro, primo ufficio creato dall’OCSE in Italia, aiuta le economie dei Paesi membri e dei Paesi non membri dell’OCSE, ed in particolare i Paesi dell’Europa centrale e orientale, a costruire le capacità di sviluppo locale. ·
- alla fine del 2005 è stato inaugurato il nuovo centro Microsoft a Trento (Microsoft Research – University of Trento Centre for Computational and Systems Biology) nato con il contributo del Governo italiano e della Provincia Autonoma di Trento e con l’apporto scientifico dell’Università di Trento. Esso è la risposta concreta alle esigenze espresse dal mondo politico ed economico di dare un nuovo impulso allo sviluppo del Sistema Italia attraverso l’innovazione e la ricerca, per richiamare investimenti da parte di aziende straniere e rilanciare la competitività del nostro Paese. ·
- all’inizio del 2006 è stato firmato l’accordo tra ITC ed il gruppo Eurotech per lo sviluppo in Trentino (a Trento e a Rovereto) di un programma di ricerca nell’ambito della microelettronica, della nanoelettronica e della sensoristica di sistema e dell’informatica applicata. ·
- nel febbraio 2006 il Laboratorio impianti a fune (Latif) della Provincia autonoma di Trento, specializzato nell’eseguire prove e test per tutti gli impianti a fune, ha ricevuto l’accreditamento Sinal – Sistema nazionale per l’accreditamento dei laboratori. Si tratta dell’unico centro in attività in Italia, mentre in Europa sono solo quattro le strutture che possono vantare la stessa certificazione. ·
- sempre nel febbraio 2006 nasce il distretto trentino di alta tecnologia specializzato nel settore delle costruzioni, dei componenti per l’edilizia, della domotica, degli impianti di monitoraggio, dei servizi ambientali e delle energie rinnovabili, grazie al protocollo d’intesa fra Provincia autonoma di Trento e Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Il distretto di Trento è un unicum sul territorio nazionale, perché esalta le vocazioni ambientali del Trentino, intercettando la tendenza a cercare l’elevazione degli standard ambientali. Il distretto intende “spingere” su un effetto innovativo pervasivo che riguarda in particolare le energie rinnovabili e si pone dunque nella prospettiva di favorire la ricerca applicata, ovvero una ricerca che conduca a nuovi prodotti e nuove soluzioni sulla base di richieste specifiche delle imprese. La tecnologia si inserisce in un ambito che abbraccia la cultura del territorio, la capacità amministrativa, il legame con la tradizione, il valore sociale dell’habitat.
La proiezione verso il breve ed il medio periodo vedrà la realizzazione di importanti progetti: ·
- il Festival dell’Economia, promosso da Provincia autonoma di Trento, Comune di Trento, Università, Editore Laterza e Il Sole – 24 Ore, si terrà a Trento dal 1 al 4 giugno 2006 ed ha il preciso obiettivo di diffondere la conoscenza su un tema attuale e non sempre accessibile al grande pubblico. Economisti, politici, banchieri e imprenditori si confronteranno su temi economici, coinvolgendo i cittadini e cercando di rendere il Festival un appuntamento fisso nel panorama nazionale e internazionale; ·
- Patto formativo territoriale: accreditare Trento come città della conoscenza e dell’apprendimento significa, in concreto, ricercare le condizioni per realizzare una continua, reciproca “fertilizzazione” fra i luoghi della trasmissione dei saperi e i luoghi del loro effettivo utilizzo. L’ipotesi di fondo sulla quale riguarda l’esigenza di far emergere bisogni impliciti, potenzialità latenti, percorsi di crescita ancora virtuali. Scommettere su una crescita ad elevato contenuto di conoscenza significa fare in modo che ai canali tradizionali di accesso alle opportunità formative se ne aggiungano altri: di qui la centralità della funzione di orientamento (che si immagina come un accompagnamento sempre più individualizzato); le opportunità, da poco esplorate, delle forme di finanziamento della domanda; il sistema dei crediti; la creazione e la continua manutenzione di portafogli di competenze individuali. A questo obiettivo (che costituisce, in fondo, una opportuna “evoluzione della specie” del sistema di istruzione) è necessario aggiungerne altri due. Uno è quello di fare in modo che le dimensioni della formazione, della ricerca, dell’impresa, del lavoro possano procedere congiuntamente, “contaminandosi” continuamente e creando un contesto anche simbolico nel quale siano chiari il valore e la redditività delle conoscenze. Un ulteriore obiettivo è quello di considerare le potenzialità educative della città non solo come investimento in senso proprio, ma come opportunità di crescita individuale e collettiva, come occasione di educazione ai valori fondamentali nei quali una comunità si riconosce e si identifica. L’obiettivo strumentale è quello di dare vita ad un accordo di carattere programmatico, in forma di Patto formativo territoriale; ·
- la realizzazione del nuovo Museo delle Scienze del Trentino (MUSE) che verrà costruito entro il 2009 su una grande area dismessa seguendo un preciso percorso di riqualificazione urbana; progettato da Renzo Piano, il Museo si è dato un piano culturale con lo scopo di dar vita a un centro di interpretazione e divulgazione del rapporto fra scienza e società nella prospettiva dello sviluppo sostenibile.