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Le nuove guide ai comportamenti tecnologici 25 Dicembre 2006

Posted by vpiersanti in innovazione nelle famiglie, saperi e competenze, tecnologia.
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   di Valentina Piersanti – Fondazione Censis

L’Italia, arretrata rispetto alla media dei paesi europei su quasi tutte le voci del capitolo innovazione, in termini di consumi tecnologici risale le classifiche attenuando il divario digitale. Dalle recenti indagini Censis, pubblicate nel 39° rapporto sulla situazione del paese da cui questo articolo è tratto, risultano una serie di nuovi comportamenti tecnologici che, uniti a nuove modalità di consumo, producono cambiamenti significativi di natura sociale: gli italiani vincono la sfiducia verso gli acquisti on line per abbattere il caro-vita comprando su e-bay; vivono in rete un nuovo tipo di legami, sperimentano nuove modalità di aggregazione, dando vita a un nuovo capitolo della capacità del web di sviluppare reti, di persone e di interessi.

L’Italia, arretrata rispetto alla media dei paesi europei su quasi tutte le voci del capitolo innovazione, in termini di consumi tecnologici risale le classifiche attenuando il divario digitale perlomeno per ciò che riguarda gli strumenti di prima necessità della Società dell’informazione.

Sono le famiglie a trainare il mercato dell’Ict in Italia, sono i cittadini più che le imprese a spendere per le tecnologie innovative; spendono per i telefonini, per i Dvd, per le macchine fotografiche digitali, per i computer.

La maggior parte degli italiani hanno in casa ciò che gli occorre per diventare cittadini della società dell’informazione, gli piace acquistare e consumare tecnologia e non si fanno scappare le ultime tendenze del mondo digitale.

L’ultima rilevazione Censis sui Cittadini digitali e i loro comportamenti conferma la tendenza al consumo domestico di tecnologia e sottolinea la centralità della casa come luogo in cui la tecnologia si apprende e si trasmette tra le generazioni. Si tratta di riflessioni che, avanzate come ipotesi appena qualche anno fa, sono oggi largamente riconosciute e sostenute da evidenze empiriche. Dai dati rilevati in maggio su un campione rappresentativo di cittadini non traspare nessuna inversione di tendenza rispetto alla passione tecnologica, ma emergono tutta una serie di nuovi comportamenti e atteggiamenti degli italiani verso le tecnologie uniti a nuove modalità di consumo dei prodotti e dei servizi tecnologici e a una serie di interessanti fenomeni di natura tecno-sociale.

Sul piano dei consumi tecnologici ancora nel 2005 continua la crescita nelle famiglie italiane. La passione tecnologica è tale che, anche dopo un anno di generale rallentamento dei consumi, il budget degli italiani dedicato alle tecnologie non ha subito eccessivi restringimenti.

Dai dati del Censis sul possesso di tecnologie nel nucleo familiare emerge, infatti, come gli strumenti tecnologici di base, che hanno smesso oramai da lungo tempo di essere considerati beni di lusso o consumi di nicchia, siano diventati utensili casalinghi.

Non può mancare in casa il telefono cellulare, presente nel 90,3% delle famiglie italiane e neppure il televideo (88,1%) e il videoregistratore (84,6%) che, nonostante la vertiginosa diffusione del lettore Dvd (passato in soli due anni dal 21,1% al 59,9%), è ancora il device televisivo preferito dalle famiglie. A crescere maggiormente nell’ultimo anno insieme al Dvd: il lettore Cdrom (67,6%), la Tv satellitare e la pay Tv che, al 2005, risulta presente nel 26,9% delle case. Al contrario, il Pc ha un po’ rallentato la velocità di entrata nella quotidianità delle famiglie italiane guadagnando solo 0,6 punti percentuali rispetto al 2004.

In termini di possesso non molte le differenze rispetto agli anni passati, quello che sta cambiando però è la modalità di acquisto: gli italiani vincono la sfiducia verso gli acquisti on line per abbattere il caro-vita. Potrebbe essere questa una spiegazione plausibile al prolificare di negozi virtuali che offrono enormi possibilità di risparmio su tutti i generi di consumo e al crescente utilizzo di questi anche da parte di molti cittadini italiani. D’altra parte, la convenienza rispetto a molti articoli si fa sempre più evidente così come la crescente affidabilità di sistemi di commercio elettronico come e-bay.

Lì dove falliscono le campagne di sensibilizzazione all’innovazione vince l’inflazione. A convincere i diffidenti italiani ci sono poi tutta una serie di sistemi nuovi di sicurezza per le transazioni on line che vanno dalle carte prepagate al rivoluzionario sistema di pagamento PayPal che permette a chi si registra di creare un conto virtuale che preleva soldi da una carta di credito dell’utente, la quale non viene così utilizzata direttamente per gli acquisti, introducendo un ulteriore passaggio-filtro.

Questo sistema di pagamento è stato lanciato e diffuso in Italia da e-bay, il mercato online del mondo dove tutti i giorni milioni (sono circa 85,5 milioni di utenti registrati) di persone comprano e vendono i loro oggetti. Un’esperienza commerciale di estremo successo che ha vinto le difficoltà caratteristiche dell’e-commerce riuscendo a sviluppare la fiducia tra acquirenti e venditori e questa sfida è stata vinta nella giungla di internet.

Altra importante tendenza nei consumi tecnologici dei cittadini italiani si rintraccia dall’analisi dei dati relativi alla motivazione che spinge all’acquisto da cui emerge che chi si interessa di tecnologia lo fa prevalentemente per fini pratici e di intrattenimento (24,5%), dato che da conto di due fenomeni non trascurabili quando si parla di atteggiamenti degli italiani verso le tecnologie.

Da un lato, la maggior parte delle persone si avvicinano alla tecnologia se, e solo se, questa è utile e vantaggiosa nella pratica, non certo, tranne rari casi, per passione o naturale propensione all’innovazione.

Dall’altro il telefonino, il televideo, la pay Tv, il Dvd, il lettore Cdrom sono tutti strumenti che ben rispondono alla passione degli italiani per l’infotainment, neologismo masmediatico che nasce dalla fusione delle parole information e entertainment. Spettacolarizzazione delle informazioni o degli eventi banali e banalizzazione delle informazioni sono i due grandi fenomeni comunicativi degli ultimi anni: il boom dei reality show, la rappresentazione tv dell’arena politica e degli esercizi di democrazia, gli abbonati ai servizi info sul cellulare che hanno superato oramai inesorabilmente il numero degli abbonati ai quotidiani, invio e ricerca tramite telefonini o via web di gossip, barzellette, oroscopi, ecc.

Ora, senza scendere nell’analisi delle tendenze mediatiche, è evidente che queste hanno un peso non indifferente nell’indirizzare gli italiani verso un tipo di tecnologia piuttosto che un’altra.

Anche nel mondo internet non sono poche le novità. Continua, seppure a un ritmo meno sostenuto rispetto agli anni precedenti, la crescita quantitativa degli utenti Internet che nel 2005 sono circa 20 milioni, ossia il 42,7% della popolazione adulta. Cambiano e si differenziano i modi di essere in Rete di alcuni cittadini. Pur rimanendo la casa il luogo da cui, con maggior frequenza, gli italiani accedono ad Internet, nel 2005 aumentano in modo più netto gli always on. I sempre connessi, chi usa cioè questo strumento sia da casa che dall’ufficio, rappresentano nel 2005 il 17% del campione, vale a dire circa la metà di chi si dichiara utente internet.

Il dato risulta estremamente rilevante e guida una serie di nuovi fenomeni di mercato, certamente, ma anche sociali. In primo luogo, sono proprio gli always on a trainare la richiesta di connessioni più veloci e ovunque, perlopiù manager o giovani professionisti che controllano la loro posta in aeroporto o in albergo, che prenotano viaggi e acquistano libri dalla rete, che non solo si fidano di questo strumento, ma ne fanno un uso maturo, intenso e quotidiano.

Una tipologia di domanda che in parte spiega il raddoppio di chi ha scelto di abbandonare il vecchio modem per abbonarsi alla banda larga, facilitato certamente dalle politiche commerciali dei principali operatori. Cresce di circa 20 punti percentuali la quota di chi si connette in Adsl, passando in un solo anno dal 27,5% al 56,7%, triplicano gli utenti della fibra ottica (6,3%) e, allo stesso tempo, scende di circa 27 punti percentuali chi si connette su linea commutata (modem e telefono).

Se questo è a grandi linee quello che di nuovo avviene sul piano del consumo di tecnologie a ciò vanno affiancate una serie di considerazioni sui cambiamenti di natura tecno-sociale e sulle risposte tecnologiche ai nuovi bisogni relazionali.

Dai dati sulla partecipazione sociale emerge infatti una bassa inclinazione delle persone a partecipare alle attività civiche di gruppo: sono poco meno del 13% gli intervistati che dichiarano di essere iscritti a un sindacato e meno del 5% quelli che dichiarano l’appartenenza a un partito e non raggiungono il 7% quelli che si uniscono ad associazioni religiose o di volontariato.

Tutta una serie di comportamenti che hanno chiaramente origini complesse e diverse ma che, se presi nel loro insieme, denotano un allentamento di quelli che in sociologia si chiamano legami forti, ossia il genere di rapporti di lunga durata caratterizzati da fiducia e reciprocità.

Alla famiglia come punto di riferimento centrale, alle amicizie, al partito, alla relazionalità “chiusa” sembra affiancarsi, soprattutto nelle giovani generazioni, una relazionalità differente caratterizzata da una maggiore varietà nelle amicizie, da occupazioni più individualistiche e variabili, da legami più deboli.

E, all’aumentare di questo tipo di relazioni e modalità di aggregazione, aumentano le tecnologie che puntano ad assecondarle, facilitarle, amplificarle. A tal punto che, nel mondo della rete, le applicazioni che si stanno maggiormente affermando e diffondendo sono proprio quelle legate al Social Networking. Strumenti di natura diversa che permettono alle persone con interessi simili di trovarsi, capaci di assecondare la voglia di legami deboli nelle sue diverse declinazioni, cavalcando fenomeni che vanno ben al di là del mondo virtuale.

Nella grande famiglia del social network si trovano dunque piattaforme per le comunità professionali. La già citata Linked in, ad esempio, risponde con tutta una serie di servizi a chi deve costruire la propria professionalità in un mercato del lavoro segnato dalla riduzione del lavoro dipendente e stabile, da carriere frammentate e costruite passando il più velocemente possibile da un’azienda all’altra, da lavoro collaborativo. E allora, se per questa categoria di nuovi lavoratori quello che conta è avere un buon network, aumentare i propri contatti professionali Linked in gli permette di gestire i propri contatti professionali, inserire il proprio profilo, i propri interessi e competenze, cercare clienti, partners o offerte di lavoro per cui essere “raccomandato” dagli altri utenti.

Ci sono poi le iniziative come Wikipedia la libera enciclopedia on line che hanno sposato la causa del movimento della libera circolazione del sapere. Un numero significativo di persone, 500.000 nel mondo più di 12.000 in Italia, dedicano il proprio tempo a costruire contenuti da far circolare attraverso gli strumenti wiki ossia strumenti che permettono a ogni membro del gruppo di creare, modificare e cancellare i contenuti prodotti dai propri colleghi.

Lo stesso si può dire di fenomeni come Flickr, dove una comunità di 1,2 milioni di persone si è creata intorno alla passione per la fotografia. Dilettanti e professionisti della fotografia condividono on line le proprie produzioni, si scambiano commenti, consigli tecnici e critiche, diventano amici. C’è poi chi come Google con Orkut si descrive come “una comunità online che connette le persone attraverso una rete di amicizie fidate”. Dove si può aderire soltanto su invito e ogni membro, oltre ad inserire il proprio profilo, può impostare il grado di intimità che lo lega agli altri ed esprimere un giudizio su ogni amico. Le singole valutazioni personali non sono pubbliche, ma quando un utente colleziona un numero sufficientemente alto di giudizi positivi o negativi, questo verrà mostrato all’interno del suo profilo. In tal modo, la comunità è in grado di premiare o sanzionare i membri a seconda della loro simpatia, della loro socievolezza.

Sono difficili da contare le comunità che nascono sul web, i servizi per “conquistarle” sono innumerevoli e il giro d’affari che gli ruota intorno cresce in maniera vertiginosa ogni giorno. Assumono forme differenti e altamente variabili e sono espressione di nuovi bisogni relazionali, ma ciò che più conta è probabilmente l’enorme miniera che queste rappresentano in termini di accesso a nuovi individui, vicini per interesse e lontani per localizzazione, di assorbimento di nuove idee e nella capacità che hanno di favorire processi creativi e di intelligenza collettiva. Vale a dire le risorse preziose della nuova economia.


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