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Vecchie e nuove professioni a confronto nel combattere il lavoro irregolare 6 Maggio 2007

Posted by vpiersanti in capitale sociale, distretti industriali, distretti produttivi, immigrazione, innovazione nelle imprese, integrazione, politiche per l'innovazione, professioni, relazionalità, saperi e competenze, sviluppo locale.
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Un viaggio che percorre circa 60 km di costa tra Trapani e Agrigento attraverso i nuovi e gli antichi mestieri del mare. Qui siritrova una cultura di pesca che forse non ha eguali a livello mondiale. Ciò che distingue il settore è la forza con cui esso permea l’economia locale; la compresenza di un “modo di produrre” tradizionale e di soggetti d’eccellenza mondiale per la capacità di innovazione; il condizionamento sociale che ha determinato; la sua storia; la qualità dei suoi prodotti. Il progetto Emerlip – “Emersione del lavoro irregolare nella pesca” – nasce dall’esigenza di porre attenzione alle diverse categorie a rischio di lavoro irregolare nel settore della pesca dell’area della Sicilia sud-occidentale ed in particolare nel comprensorio di Mazara del Vallo e Sciacca. La sfida che Emerlip si è posta è di contribuire alla comprensione del fenomeno e delle sue caratteristiche all’interno del comparto e del territorio avviando un percorso di ricerca, ascolto e formazione funzionale alla definizione di politiche di intervento mirate, condivise ed efficaci.

Raramente ci si trova davanti a concetti tanto nebulosi ed articolati quanto quello dell’economia sommersa. Una complessità che gli deriva tanto dalla pluralità dei fenomeni che ne sono all’origine, quanto dagli effetti che l’irregolarità del lavoro e dell’azienda portano agli individui e all’economia territoriale. Nel sommerso si trovano una pluralità di fattori disomogenei che è tuttavia necessario individuare e affrontare con interventi che, per essere efficaci, devono essere mirati e territorializzati. In quella che da alcuni viene definita come underground economy l’illegalità, criminale o elusiva, si combina spesso con l’ “arte di arrangiarsi”; il degrado sociale, la povertà e l’esclusione con un generale scarso senso civico; la diffusa abitudine a non rispettare le regole necessarie a garantire un’ordinata convivenza con gli eccessi di burocrazia e con radicate consuetudini sociali.

Quando poi la problematica dell’emersione incontra, come nel caso del progetto Emerlip, un settore come quello della pesca in cui alla crisi congiunturale si affianca una crisi strutturale che dura oramai da qualche anno, allora le questioni da affrontare non possono non comprendere riflessioni sull’architettura stessa del comparto, sull’esauribilità delle risorse ittiche, sulla concorrenza della grande distribuzione e ancor di più sulla competizione del mercato aperto e globale.

Non si può ignorare che un tale contesto rende sempre più drammatico il mantenimento di livelli competitivi, inducendo le imprese a contemperare strategie propulsive – quali l’innovazione, l’utilizzo di tecnologie, il rafforzamento dei marchi, l’integrazione finanziaria e logistica – con strategie difensive volte non tanto a conseguire una maggiore efficienza ed una crescente produttività, ma a ridurre il più possibile, attraverso meccanismi irregolari o elusivi, i costi inerenti alle risorse umane e alla fiscalità. Le due principali marinerie della costa sud-occidentale, Sciacca e Mazara del Vallo, in cui il progetto Emerlip si è svolto sono estremamente diverse tra loro per tradizioni di pesca, organizzazione e problematiche. Entrambe, però, condividono il bisogno di ragionare su strategie e politiche per rivitalizzare le proprie economie tradizionali, rendere più efficienti i sistemi di controllo e acquisire un nuovo approccio di governance della filiera della pesca e del suo indotto.

Per rispondere a questo bisogno condiviso Emerlip si propone al territorio non come soluzione calata dall’alto ma come strumento, come scatola degli attrezzi al servizio degli stakeholders locali: dei singoli individui, dei decisori, dei soggetti intermedi.

I risultati del progetto sono presentati in due mostre organizzate a Mazara del Vallo e a Palermo. Maggiori informazioni sono pubblicate qui.

[nuove professioni] il professionista dei motori di ricerca 6 Maggio 2007

Posted by Gianni Dominici in [nuove professioni], professioni, saperi e competenze, tecnologia.
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 Con il crescere di importanza, per un’ azienda, una pubblica amministrazione o un semplice progetto, della comunicazione via internet, assume, conseguentemente, l’importanza che i contenuti pubblicati vengano facilmente rintracciati dai motori di ricerca. Non può considerarsi sufficiente, infatti, pubblicare delle informazioni su internet aspettando che vengano agganciati e messi in evidenza dai diversi motori di ricerca: la vastità dei contenuti oramai prodotti e pubblicati quotidianamente sulla rete, infatti, fa si che la nostra visibilità può risultare molto più bassa delle aspettative, così come rischiamo che i contenuti da noi prodotti vengano associati a delle chiavi di ricerca non esattamente pertinenti. Per questo motivo diventa sempre più necessario associare ai contenuti pubblicati una strategia di posizionamento nei confronti dei motori di ricerca più diffusi così da garantirgli la giusta e auspicata visibilità. A questa necessità vengono incontro professionalità come proposte aziendali e commerciali finalizzate. La figura professionale emergentte è il Search Engine Optimizer(per maggiori informazioni leggi questo articolo) la cui attività può essere svolta come singolo professionista, all’interno di un’azienda di servizi internet o come staff alle granzi aziende o pubbliche amministrazioni con una spiccata vocazione verso la comunicazione via internet.

[Nuove professioni] Mediatore culturale 26 Dicembre 2006

Posted by vpiersanti in [nuove professioni], professioni.
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Prende il via con questa scheda lo speciale [Nuove professioni] introdotto con il piano editoriale 2007. L’obiettivo è descrivere le nuove professionalità scaturite dai mutamenti del mercato del lavoro e dalle trasformazioni economiche. Periodicamente, a partire da oggi, verra pubblicata una scheda dedicata alle figure professionali emergenti.

Chi è

Il “mediatore culturale” o “interculturale”, professionista della comunicazione interpersonale e “ponte” tra civiltà diverse. Spesso il mediatore culturale non è di nazionalità italiana o comunque la sua è un’esperienza di vita a cavallo tra due culture. Che sia italiano o straniero il mediatore culturale lavora con cittadini stranieri, occupando un ruolo chiave nel loro processo di integrazione. (continua…)

Relazionalità, saperi digitali e capacità di comunicazione: i nuovi spazi professionali 25 Dicembre 2006

Posted by vpiersanti in comunicazione, professioni, relazionalità, saperi e competenze.
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di Valentina Piersanti – Fondazione Censis

A cambiare non sono solo le regole e le modalità di entrata, permanenza e uscita dal mercato del lavoro: si trasformano radicalmente gli spazi di costruzione delle identità professionali, si modificano le competenze richieste, la mobilità, le forme di apprendimento e l’atteggiamento mentale e emotivo verso il lavoro. (continua…)