Torna la fiera campionaria per far sognare l’Italia e accompagnare il nuovo made in Italy 2 Ottobre 2007
Posted by Gianni Dominici in distretti industriali, distretti produttivi, imprese, iniziative esterne, innovazione nelle imprese, relazionalità, saperi e competenze, sviluppo locale.add a comment
La Fiera Campionaria il luogo simbolo del boom economico, la vetrina della rinascita italiana nel dopoguerra. Una gigantesca festa popolare delle meraviglie, che ha permessoa tanti italiani di scoprire nuovi prodotti, di apprezzare i progressi tecnologici e di conoscere una nuova cultura industriale. La Fiera Campionaria ha saputo ancheinterpretare e rappresentare le profonde trasformazioni sociali ed economiche, che stavano cambiando profondamente il Paese e che hanno portato alla nascita delle fiere di settore, che progressivamente hanno sostituito il modello di fiera generalista, che proprio nella Campionaria ha avuto la sua massima espressione. Oggi, dopo più di 16 anni, La Campionaria torna a raccontare e a rappresentare il Paese, come cambia e si trasforma, ma con la chiave di lettura della qualità. Nata dall’accordo tra Fondazione Symbola, Fiera Milano S.p.a ed Expocts, La Campionaria delle qualità italiane- Fiera della softeconomy si terrà dal 22 al 25 novembre 2007 nel nuovo polo fieristico di Rho-Pero.
Sostenuta dalla Regione Lombardia, dal Comune, dalla provincia e dalla Camera di Commercio di Milano, la Campionaria costituirà una tappa fondamentale della candidatura della città meneghina ad ospitare l’Expo 2015. A cavallo fra passato e futuro, la Campionaria del nuovo millennio rinnoverà la tradizione della fiera generalista e la sua vocazione all’innovazione, ma punterà sulla qualità come filo conduttore e sul riconoscimento e sulla promozione di un nuovo made in italy, restituendo così la foto di gruppo dell’Italia capace di sfidare il futuro.
[nuove professioni] il professionista dei motori di ricerca 6 Maggio 2007
Posted by Gianni Dominici in [nuove professioni], professioni, saperi e competenze, tecnologia.add a comment
Con il crescere di importanza, per un’ azienda, una pubblica amministrazione o un semplice progetto, della comunicazione via internet, assume, conseguentemente, l’importanza che i contenuti pubblicati vengano facilmente rintracciati dai motori di ricerca. Non può considerarsi sufficiente, infatti, pubblicare delle informazioni su internet aspettando che vengano agganciati e messi in evidenza dai diversi motori di ricerca: la vastità dei contenuti oramai prodotti e pubblicati quotidianamente sulla rete, infatti, fa si che la nostra visibilità può risultare molto più bassa delle aspettative, così come rischiamo che i contenuti da noi prodotti vengano associati a delle chiavi di ricerca non esattamente pertinenti. Per questo motivo diventa sempre più necessario associare ai contenuti pubblicati una strategia di posizionamento nei confronti dei motori di ricerca più diffusi così da garantirgli la giusta e auspicata visibilità. A questa necessità vengono incontro professionalità come proposte aziendali e commerciali finalizzate. La figura professionale emergentte è il Search Engine Optimizer(per maggiori informazioni leggi questo articolo) la cui attività può essere svolta come singolo professionista, all’interno di un’azienda di servizi internet o come staff alle granzi aziende o pubbliche amministrazioni con una spiccata vocazione verso la comunicazione via internet.
Relazionalità, saperi digitali e capacità di comunicazione: i nuovi spazi professionali 25 Dicembre 2006
Posted by vpiersanti in comunicazione, professioni, relazionalità, saperi e competenze.add a comment
di Valentina Piersanti – Fondazione Censis
A cambiare non sono solo le regole e le modalità di entrata, permanenza e uscita dal mercato del lavoro: si trasformano radicalmente gli spazi di costruzione delle identità professionali, si modificano le competenze richieste, la mobilità, le forme di apprendimento e l’atteggiamento mentale e emotivo verso il lavoro. (continua…)
Il distretto della conoscenza di Trento, città della formazione e dello sviluppo innovativo 25 Dicembre 2006
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di Clara Campestrini e Guiduccia Romoli – Comune di Trento
Il “distretto della conoscenza di Trento” nasce grazie alla creazione di dinamiche di partnership tra diversi soggetti, mirate a creare un modello di sviluppo ad elevato contenuto di conoscenza, in un contesto territoriale in cui si assiste ad un processo di terziarizzazione dell’economia (terziario avanzato e settore turistico), alla diffusione delle tecnologie dell’informazione, ad una forte apertura ad una prospettiva di internazionalità, alla conferma dell’importanza del settore cooperativistico e delle aziende di piccole e medie dimensioni. (continua…)
Le nuove guide ai comportamenti tecnologici 25 Dicembre 2006
Posted by vpiersanti in innovazione nelle famiglie, saperi e competenze, tecnologia.add a comment
di Valentina Piersanti – Fondazione Censis
L’Italia, arretrata rispetto alla media dei paesi europei su quasi tutte le voci del capitolo innovazione, in termini di consumi tecnologici risale le classifiche attenuando il divario digitale. Dalle recenti indagini Censis, pubblicate nel 39° rapporto sulla situazione del paese da cui questo articolo è tratto, risultano una serie di nuovi comportamenti tecnologici che, uniti a nuove modalità di consumo, producono cambiamenti significativi di natura sociale: gli italiani vincono la sfiducia verso gli acquisti on line per abbattere il caro-vita comprando su e-bay; vivono in rete un nuovo tipo di legami, sperimentano nuove modalità di aggregazione, dando vita a un nuovo capitolo della capacità del web di sviluppare reti, di persone e di interessi. (continua…)
[L'innovazione nelle imprese] Competenze per l’innovazione attraverso l’interazione 25 Novembre 2004
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di Paolo Mario Remo Martinez – Firenze tecnologia
In Europa si sta sempre più affermando l’idea che lo sviluppo economico dipende dalla capacità della società di diffondere conoscenza e di attivare processi di innovazione e di collaborazione tra le imprese e gli altri attori socio economici. L’economia della conoscenza impone nuovi schemi di interazione e partecipazione nel processo d’innovazione. Per facilitare questi processi e fornire agli operatori economici e sociali del territorio degli strumenti che consentano di avere risultati tangibili e governare il cambiamento grazie al programma Innovazione della Commissione Europea sono stati elaborati strumenti e metodi che consentono di rafforzare e condividere le competenze individuali, organizzative e regionali. (continua…)
Un viaggio che percorre circa 60 km di costa tra Trapani e Agrigento attraverso i nuovi e gli antichi mestieri del mare. Qui siritrova una cultura di pesca che forse non ha eguali a livello mondiale. Ciò che distingue il settore è la forza con cui esso permea l’economia locale; la compresenza di un “modo di produrre” tradizionale e di soggetti d’eccellenza mondiale per la capacità di innovazione; il condizionamento sociale che ha determinato; la sua storia; la qualità dei suoi prodotti. Il progetto Emerlip – “Emersione del lavoro irregolare nella pesca” – nasce dall’esigenza di porre attenzione alle diverse categorie a rischio di lavoro irregolare nel settore della pesca dell’area della Sicilia sud-occidentale ed in particolare nel comprensorio di Mazara del Vallo e Sciacca. La sfida che Emerlip si è posta è di contribuire alla comprensione del fenomeno e delle sue caratteristiche all’interno del comparto e del territorio avviando un percorso di ricerca, ascolto e formazione funzionale alla definizione di politiche di intervento mirate, condivise ed efficaci.
Raramente ci si trova davanti a concetti tanto nebulosi ed articolati quanto quello dell’economia sommersa. Una complessità che gli deriva tanto dalla pluralità dei fenomeni che ne sono all’origine, quanto dagli effetti che l’irregolarità del lavoro e dell’azienda portano agli individui e all’economia territoriale. Nel sommerso si trovano una pluralità di fattori disomogenei che è tuttavia necessario individuare e affrontare con interventi che, per essere efficaci, devono essere mirati e territorializzati. In quella che da alcuni viene definita come underground economy l’illegalità, criminale o elusiva, si combina spesso con l’ “arte di arrangiarsi”; il degrado sociale, la povertà e l’esclusione con un generale scarso senso civico; la diffusa abitudine a non rispettare le regole necessarie a garantire un’ordinata convivenza con gli eccessi di burocrazia e con radicate consuetudini sociali.
Non si può ignorare che un tale contesto rende sempre più drammatico il mantenimento di livelli competitivi, inducendo le imprese a contemperare strategie propulsive – quali l’innovazione, l’utilizzo di tecnologie, il rafforzamento dei marchi, l’integrazione finanziaria e logistica – con strategie difensive volte non tanto a conseguire una maggiore efficienza ed una crescente produttività, ma a ridurre il più possibile, attraverso meccanismi irregolari o elusivi, i costi inerenti alle risorse umane e alla fiscalità. Le due principali marinerie della costa sud-occidentale, Sciacca e Mazara del Vallo, in cui il progetto Emerlip si è svolto sono estremamente diverse tra loro per tradizioni di pesca, organizzazione e problematiche. Entrambe, però, condividono il bisogno di ragionare su strategie e politiche per rivitalizzare le proprie economie tradizionali, rendere più efficienti i sistemi di controllo e acquisire un nuovo approccio di governance della filiera della pesca e del suo indotto.